Canapa Sativa, maryeasy

Cannabis sativa e i suoi utilizzi in cucina

Recentemente la canapa la si incontra spesso nel piatto o nel bicchiere: dalla pizza di canapa servita con tartare di mozzarella bufala e pomodoro pachino, birra artigianale di un birrificio che al luppolo affianca canapa sativa, mirto e pepe rosa.
Oggi la coltivazione della canapa e la lavorazione dei suoi derivati è un vero e proprio trend: dalla pasta fresca al gelato, fino alle belle pagnotte.
Alcuni chef dopo aver studiato le proprietà nutraceutiche della pianta e dei suoi derivati alimentari come la farina, i semi decorticati e l’olio  – hanno lavorato sulle consistenze e sull’aspetto sensoriale per renderli ancora più appetibili e interessanti.

Solitamente l’uso in cucina della canapa è abbastanza limitato ma negli ultimi tempi è una materia fortemente sviluppabile che può dare grandi soddisfazioni sia a chi la lavora sia a chi la mangia.
Nascono così piatti gourmet dove l’olio viene usato non solo per condire a crudo (gli elementi nutraceutici in esso contenuti sono termolabili e andrebbero persi con la cottura) ma anche per marinare carni e pesci crudi e per aggiungere un tocco particolare ai dessert, grazie al suo retrogusto di limone il decorticato viene utilizzato per creare inedite ricette, dalla consistenza e dal gusto particolare, mentre la farina si può utilizzare “tagliandola” con altre farine ricche di glutine come quella di farro, o con farine prive di glutine come riso, in caso di preparazioni per celiaci  per preparare pasta fresca, pane e dolci.
In Italia conosciamo soprattutto il sapore dell’olio extravergine d’oliva o del burro; se si usano oli diversi ci si deve abituare un po’ alla volta ma l’importante è che l’uso della canapa, come ogni altro prodotto, venga trattato con la dovuta conoscenza e senza tutte le speculazioni negative che di questa si fanno.
Ed infine, ma certamente non ultimo, l’uso tessile.
Se pensiamo che il cotone è una delle colture più inquinanti del pianeta, mentre la canapa non necessita quasi mai di diserbanti o fitofarmaci, avremmo una ragione in più per andare in questa direzione, nonostante sia un investimento non indifferente. Immaginiamo però il valore che ha una canapa made in Italia, specialmente coltivata in Sicilia coltivata con nostre genetiche, che dia vita a capi di vestiario fatti in Italia. Come tessuto, grazie alla sua fibra cava, la canapa rimane fresca in estate e calda in inverno. Ha proprietà antibatteriche e antifungine ed è in grado di assorbire l’umidità del corpo tenendolo asciutto; inoltre assorbe i raggi infrarossi e gli UVA fino al 95%.
La resistenza agli strappi è tre volte maggiore a quella del cotone e tra le fibre naturali è quella che meglio resiste all’usura.